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Marco Villivà

Professione
Anche un orologio fermo, due volte al giorno, batte l'ora giusta.

BENVENUUUUTIIII A 'STI FROCIONI...

Poi lo cambio, non vi preoccupate...
21 luglio

Guerra e pace

 

 

Come accade per tutti i Masterpiece, non si può parlare di Guerra e Pace se non sprecando tanto inchiostro e tante parole da, alfine, renderne vana la lettura, in confronto al romanzo stesso.

Infiniti sono i fiel rouge che conducono il romanzo, infiniti i pregi, ma in effetti quello che più mi è apparso come l’ossatura dell’opera è la sensazione che l’intero romanzo sembra avere uno scopo ben preciso: ne ha più di uno di certo, ma in assoluto quello che più appare ritengo sia l’assurgere alla funzione di dimostrazione della sua teoria filosofica sulla storiografia.

 

Il romanzo in sè possiede una forza eccezionale: mi piace dire che leggerlo è una di quelle cose che si dovrebbero fare almeno una volta nella vita.

I motivi sono innumerevoli e sono convinto che, cosa che vale per ogni capolavoro, ognuno potrebbe trovarne uno proprio personale.

Ma i più evidenti, quelli per cui Guerra e Pace assurge alla dignità di un Promessi Sposi o di un Les Miserables sono per la ricchezza degli insegnamenti che lascia traspirare; per l’umanità con cui è colorato, quell’umanità che riesce a trasparire anche da un mondo così sconquassato dalle guerre napoleoniche; per l’eleganza, la filosofia dell’onore che permea ogni situazione; per la potenza psicologica dei personaggi – mai commento fu più azzeccato del Flaubertiano: “che psicologo e che pittore!” – per le loro angosce interiori che riflettono inevitabilmente quelle del terribile periodo storico in cui vivono, ma che sono così vicine a quelle che quotidianamente affliggono chi si interroga su qualcosa di più alto del risultato della partita della Juve.

 

Ma forse il pregio più delizioso di quest’opera d’arte è la speculazione filosofica sulla storiografia che l’autore porta avanti sin dalla prima pagina del romanzo.

L’intera opera, a mio avviso, è da considerare come il mezzo maieutico che il russo utilizza per poterci far comprendere la sua teoria.

Tolstoy infatti, con il suo romanzo, vuole dimostrare la sua posizione e lo fa mostrando che gli eventi storici dei primi anni dell’800 rientrano nei canoni del suo modo di interpretare la storia.

Ed ecco dunque che personaggi storici e fantastici, eventi reali e fittizi assumono e il loro significato romanzesco ai fini della narrazione e il loro compito come variabili nell’equazione che ha per risultato la sua teoria.

“la storia – storiografia, ndr – non è la ricerca delle cause dell’agire umano, quanto delle leggi che lo regolano”.

Il metodo che è poi alla base di tutte le scienze empiriche: osservare i fatti per poter astrarre leggi teoriche in grado, una volta inferenziale, di spiegare e talora prevedere ogni evento in quell’ambito.

Ecco perchè ritengo che Tolstoy abbia dato molto alla storiografia moderna: quanti prima di lui si presero la briga di trovare dei modelli al comportamento umano, di dare un sapore di scienza ad una disciplina da sempre umanistica, di trovare degli algoritmi che regolassero e modulassero il moto dei popoli, delle masse dell’uomo in senso lato?

A questo proposito egli individua due essenze nel behaviour umano: la libertà e la necessità, il contenuto e la forma, la ragione e la coscienza; specificando che ogni gesto, ogni atto umano deriva dall’interazione tra queste due spinte vitali.

L’atto libero è quello che non ha a monte un numero particolarmente alto di cause, quello necessario è conseguente a una serie di cause che permeano in continuazione la vita quotidiana.

Da qui discende il concetto secondo cui a regolare i grandi eventi storici non sia il potere - che egli intende come una relazione tra un individuo e tanti altri che presuppone una scarsa capacità di agire di questo e un abbondante capacità di pensare, supporre, ideare, organizzare - quanto la mescolanza tra questi due opposti che si manifesta in ogni singolo e quindi nella massa.

Tolstoy ritiene che i Napolene, gli Alessandro I, i grandi personaggi che gli storici classici individuano come fautori e responsabili dei grandi eventi storici, in realtà non siano altro che gli incanalatori di quel vastissimo movimento popolare che è dovuto non ad altro che alle azioni dei singoli, mosse da libertà e necessità in base ad ogni occasione.

Ecco perciò che il grande uomo, il grande stratega, incarnato in Kutùzov, è colui che si rende conto di questo e non cerca di sbilanciare tale corrente, rischiando così di finire contro un muro di pietra o esiliati su un isola del Pacifico.

 

Inutile specificare che quello di Tolstoy appare come uno spunto interessante e terribilmente moderno che da il La a speculazioni sociologiche sulla possibilità di orientare questa volontà massiva.

Come poter controllare un popolo? Come ottenere il potere? La soluzione, secondo questo schema filosofico appare ben chiara: bisogna agire sui singoli.

Fare in modo che le scelte dei singoli siano mosse da necessità particolari e specifiche secondo il proprio scopo e che la libertà valga solo in certi ambiti. Bisogna indirizzare necessità e libertà secondo i propri fini e farlo con un intenso, invisibile, impercepibile e continuo lavorio secondo i mezzi comunicativi che ogni periodo storico offre.

 

Tolstoy, se vogliamo tirare le somme, fa lo stesso: ma la sua propaganda mira ad inviare segnali positivi al lettore: messaggi di amore, di fratellanza, di lealtà, di onore; messaggi che se ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ricevesse, probabilmente di gente come Pierre e Andrej ve ne sarebbe di più.

02 giugno

Baywatch

 

Un piccolo cambio nel cast ormai storico

renderà l'ultimo episodio di questa fantastica saga

ancora più appassionante...

 

 

Presto nei vostri cinema...

 

05 gennaio

Manuale di rimorchio - Parte I: introduzione

 

Il rimorchio si sa è un puro evento stocastico.

Alcuni la chiamano arte, altri la considerano una dote innata, altri ancora sono adusi a veri e propri rituali per aumentare le proprie chance con la futura possibile partner.

Tutto falso.

Rimorchiare è solo questione di numeri.

Sporchi, miseri, taglienti numeri.

Studi effettuati su un vastissimo campione di soggetti ed elaborati con i più moderni metodi matematici hanno permesso di ottenere un algoritmo al quale ciascun soggetto rimorchiante deve sottostare, senza possibilità di scampo.

Orbene tale algoritmo è molto semplice. In realtà non è altro che un calcolo probabilistico, basato sulle capacità, sul bagaglio di ogni rimorchiante che offre una percentuale, indicante la probabilità di successo di un evento rimorchioso. Studi più complessi, ancora in corso, stanno cercando di trovare un algoritmo che possa fornire una percentuale di successo in quelle che sono le rimorchiate finalizzate (cioè dirette ad esclusivamente una preda e non ad un campione generico).

Molto bene.

Si parta dal presupposto che è impossibile rimorchiare. Si è così! Cioè mi spiego: il solo fatto di esistere, come entità vaga, classificata all’interno del Genere Homo, Specie Sapiens non comporta in se nessun tipo di probabilità di rimorchiare se non un misero 1% che è la cosiddetta quota base (ovvero: tasso salva-specie).

Fortunatamente essendo l’uomo un essere dotato, nella quasi totalità dei casi, di uno spiccato senso di autoconservazione della specie, idea e mette in pratica tutta una serie di stratagemmi e di ingegni che gli consentono di aumentare progressivamente la percentuale di successo della rimorchiata.

E’ un meccanismo ancestrale. Nell’età preistorica quando la sera Grunt e Butz uscivano e andavano al pub per bersi una coppa di sangue di Mammuth, Grunt riusciva a rimorchiare più di Butz poiché riusciva a creare sonorità gutturali ben più sognanti di quelle di Grunt che, poverino, doveva ogni volta accontentarsi del compagno di stanza Giark.

 Nell’età Romana invece un notevole aumento della probabilità di successo derivava dall’utilizzo di un latino corretto. Ecco dunque che Caius nel dire “Amo tibi” veniva preso per ‘burinus’ e irrimediabilmente confinato nel limbo della serata, mentre Antonius, con il suo accusativo impeccabile mieteva vittime a forza di “Amo te”.

Nel medioevo la situazione si capovolge. In quanto soggiunge la variabile dell’ “arbìtrio-coatto”. Questa consisteva nel fatto che il re fosse obbligato e dover rimorchiare (e le sue prede obbligate a doverlo essere, pena l’isterectomia manuale, effettuata dal re in persona)e dunque ecco che personaggi viscidi come Enrico VIII riuscivano ad avere 8 mogli (e un movimento religioso) mentre i bei ragazzoni che crescevano nei pressi della coorte finivano tutti a cantare come castrati nel coro del monastero del paese vicino.

Nell’800 rimorchiava chi aveva più palle. Napoleone, si dice, riuscì a conquistare donne in mezza Europa finchè una bella Russa di nome Waterloska non gli inflisse un duro colpo. Lo privò dei suoi cannoni. Ridotto così al lumicino il Sansone ajaccino fu costretto a ritirarsi nell’isola d’Elba, senza voler più vedere nessuno. Soffrendo tuttavia per il suo passato da Don Giovanni si fece trasferire in un isola che più si confaceva alla sua personalità: Sant’Elena.

Durante la seconda guerra mondiale a rimorchiare erano solo i tre dittatori. Invero esclusivamente il Duce. Unico frangente dove la sua campagna rimorchio fallì, fu nei confronti delle figlie del Re, gagliardamente soffiategli entrambe da Matteotti, che terminata la propria apologia in Senato per questo atto di amore sincero disse: “Io, il mio discorso l'ho fatto. Ora, a voi preparare il discorso funebre per me.”. Il Duce, infuriatosi per questa sovversione lo fece uccidere dal Dumini. Seguì l’evento più deplorevole nella storia della monarchia Italiana: la Fuga sull’Aventino. Fonti storiche assolutamente inequivoche, difatti, ci informano che tale fuga non fu un’allegorica astensione dai lavori parlamentari, ma bensì uno squallido pretesto per saziare la fame sessuale che da tempo attanagliava i parlamentari, privati di qualsiasi sfogo dall’egoismo mussoliniano. Ma questa è un'altra storia.

Tornando invece ai giorni d’oggi. La situazione è molto più complessa, esistono tutta una serie di variabili che sommate tra loro influiscono sul fattore totale di successo rimorchioso.

Vi offro qualche esempio:

Charme: le persone che riescono e mantenere la conversazione su un tema qualsiasi (molto spesso noiosissimo) ma che loro si prefiggono di mantenere per meno di 15 minuti hanno uno charme modesto, percui il bonus è di +1%, chi vi riesce per mezzora sale a 5%, chi invece si atteggia a conversatore ufficiale della serata, oltre ad ottenere le macumbe degli altri invitati, potrà giovarsi di un +10%.

Aspetto fisico: conta ma fino ad un certo punto. Non esistendo una scala oggettiva di valutazione, il nostro metro di giudizio è stato calcolare la durata dello sguardo della donna più vicina sul pacco del soggetto. Se sotto al secondo (la cosiddetta sfuggita) il soggetto ha un bonus di 2% (ha comunque attratto l’attenzione), se si superano i trenta secondi il bonus levita a un +10%, qualora lo sguardo è ancora più insistente, o la ragazza è ninfomane o avete la bottega aperta.

Reddito: è qui che si gioca la vera partita. Ma non tutti sanno che il più difficile non sta tanto nel possedere effettivamente un certo reddito, ma nell’ostentarlo. Si assiste ogni tanto a soggetti che pur di ottenere un misero bonus di qualche punto percentuale sarebbero pronti ad offrire la cena alla propria preda in compagnia del commercialista. Comunque esiste una tabella che associa ad ogni reddito il suo bonus percentuale (vedi tab. 5.3) con tanto di scaloni, scalini e bonus che maturano solo alla pensione.

Impiego: anche in questo caso conta molto il modo in cui si propone la propria natura: paradossalmente, tanto per dire, può guadagnare più punti un elettricista convinto del suo lavoro (che talora appare come il fratello misconosciuto di Volta) piuttosto che un avvocato demotivato, che non rifulge molto più di un venditore di arachidi. Alcuni esempi:

Medico: in assoluto il più redarguito +20%

Vigile del fuoco: molto fico +17%, ma l’effetto dura poco, sfruttare al massimo nelle prime battute.

Carabiniere, poliziotto, soldato, qualsiasi arma: +15% se ufficiale, +10% se sottufficiale, +5% se soldato semplice

Economista: +12%, ma la preda rimane sempre un po’ interdetta.. Non si sa bene cosa faccia un economista, inoltre gioca il suo ruolo la paura della preda di ritrovarsi a fine serata, senza accorgersene, ad aver pagato cena, cocktail, gelato e anche il taxì per lui con i propri soldi.

Volontario: +10% fa leva sulla naturale filantropia femminile. Molte tuttavia non immaginano che si possa trattare anche di volontari alla leva neofascista.

Giardiniere: stranamente riscuote un discreto successo +8%, almeno fin quando il soggetto non si presenta con un mazzo di ‘edera italica’

Scrittore: meno remunerativo di un tempo.. Si rischia di essere guardati tutta la sera sulle spalle per vedere se si abbia la gobba o meno. +5%

Ingegnere: se volete un malus del 15% dire di essere ingegneri è il modo più diretto per farcela. Piuttosto lo spazzino.

Naturalmente di fattori ne esistono innumerevoli e svariati, nelle prossime puntate continuerò la disserzione.

L'avi della discordia

 
Pelikan stava sfogliando distrattamente l'ultimo numero di "pixel oggi" quando il suo interfono cominciò a bippare.
"Crrr... Cr... Qui centro di comando.. Pelikan Rubber mi sentite?"
"Qui Pelikan Rubber, centro di comando vi sento.." rispose.
"..."
"Ripeto: qui Pelikan Rubber a centro di comando, sono in ascolto"
"... !!!"
"Ah già, le ultime disposizioni del Presidente della Repubblica" pensò con rassegnazione Pelikan..
"Crrr.. Crr... Qui Pelikan Rubber a Centro di Comando, sono in ascolto, mi ricevete?"
"Ohhhh.. Pelikan, molto bene! Ho apprezzato il tuo Crrr.. Crr.. Parla il Presidente della Repubblica in persona"
"Crr.. Crr.. Onoratissimo signor Presidè"
"Ehm.. Crr.. Prego, di nulla, Pelikan.. Dunque, parliamo di lavoro! Ho una missione da affidarle"
"Crr.. Cr.. Mi dica, Presidè"
"Mmmmgr.. Si.. Allora.. CRR.. Dunque, come lei ben saprà, qualche giorno fà i miei deframmentatori hanno scovato dei file pornografici, nascosti nella cartella "foto dei nonni"
"Crr.. Cr... Si ricordo la notizia.. Un fatto davvero increscioso!"
"MMmggrrr.. PELIK.. CRR.. SI ! Un fatt odavvero increscioso.. Una vergogna per la nostra amata repubblica, ed ecco il motivo percui mi rivolgo a lei."
"Crr.. Crr.. Mi dica"
"..."
"..."
"Pelikan?"
"Crrr... Si, Maestà?"
"Se fai un'altra volta Crrr.. ti disinstallo"
"Cr.. Mmmh.. Bene Maestà"
"Dunque.. Ciò che voglio da te è che tu vada sul posto ed elimini ogni prova del misfatto! Mi aspetto un bel lavoretto, come sai farlo tu!"
"Sarà fatto signor Presidè.. Sarà fatto.."
"Bene, arrisentirci Pelikan! Arrivederci"
Pelikan chiuse la comunicazione. Un vago senso di preoccupazione finì per vincerlo.
 
Il Presidente chiuse la comunicazione. Un lieve senso d'ansia cominciò a pervaderlo...
"Ha visto Vicecà? Cosa ci vuole? Una telefonata e tutto è a posto" disse il presidente al suo Vicecapo gabinetto.
"Sono contento, Maestà.. Ma si sente bene? La vedo tutto rosso? E perchè continua a mangiarsi le unghie?" rispose il Vicecapo
"Vicecà!!! E'.. E'.. Orticaria! Sì! Orticaria.. I gif di oggi devono avermi fatto male.. Ricordati di licenziare il cuoco"
"Bene Presidè!"
"Bene Vicecà...."
"Bene Presidè"
"Vicecà.."
"Si, Presidè?"
"Le ho mai detto che lei è un tantino ..appicciccoso.. ogni tanto?"
"Tutti i giorni, signor Presidè"
"E ALLORA LO CAPISCA!! FILI VIA A ORDINARE I FILE DI SISTEMA!!"
"Sissignore.. Sissignore"
Non appena il vicecapo uscì dalla stanza, il presidente si abbattè sul divano.
Si mise a fissare con espressione attonita il video del suo terminale.
"Se solo penso a tutto il tempo che ho impiegato per far contrabbandare quel fantastico video porno..." Disse tra se e se.
"Maledizione.. Un AVI così prezioso: qualità perfetta, audio insuperabile, otto ore di scene ininterrotte.. E adesso.. Verrà cancellato da Pelikan.."
Si girò dall'altra parte.
"Eh ma io lo so.. E' tutta colpa del Vicecapo.. Sempre in mezzo, sempre a impicciarsi.. Se non fosse stato per lui non se ne sarebbe accorto nessuno.. Ma gliela farò pagare.. Ah si si.."
Poi il presidente si alzò dal divano si avvicinò all'interfono e chiamò il numero del centro paint.
"Crr.. Cr.. Qui centro paint"
"MALEDIZ.. Si.. CRRR.. qui è il Presidente che parla! Voglio parlare con un responsabile.. Subito! Nel mio ufficio! E non dica più CRR!"
 
Tra le strade di "foto dei nonni" tirava un vento gelido.. E ovunque c'era un odore di stantio.. di vecchio..
Pelikan ormai conosceva a memoria gli odori di tutti i quartieri di Hard Disk, da quello più elegante fino alla borgata più remota.
Tutti avevano un proprio odore..
E mentre si crogiolava in questi pensieri, ecco che vide ergerglisi davanti un file gigantesco.. Un mastodonte di quattro piani, ricoperto
candidamente da un lenzuolone che avrebbe dovuto nasconderlo dagli sguardi dei già pochi visitatori del quartiere.
"Chi ha congegnato questa stupidaggine dev'essere idiota quanto una zucchina.." Pensò Pelikan..
 
Improvvisamente al Presidente fischiarono le orecchie: "cosa sarà mai?" Pensò..
 
Deciso a finire il lavoro nel minor tempo possibile, Pelikan tirò fuori gli attrezzi da lavoro e si preparò ad iniziare lo smantellamento.
Subito la sua attenzione fu catturata da un piccolo jpeg li accanto..
Con grandissima meraviglia rimase attonito ad osservarlo.
Non poteva essere.. Era.. E'..
"Incredibile.." Disse una voce dietro di lui.
"Davvero incredibile.. Ed io che credevo di conoscere Eugene Ram Calkuler, il mio Vicecapo, così bene.." continuò la voce.
Pelikan si voltò e riconobbe il Presidente.
"Ma adesso che vedo queste foto.. Dovrò rassegnarmi al fatto che proprio lui sia il responsabile di tutto ciò"
Pelikan non sapeva cosa rispondere.
"Ma poi.. Quale idiozia può averlo spinto a lasciare qui dei jpeg che lo mostrano in piena.. Ehm.. Azione.." Continuò il Presidente.
Poi si fermò, massaggiandosi la tempia: una nuova fitta lo aveva appena colpito..
"Fattostà che questo atto non può rimanere impunito.. Vieni Pelikan, andiamo a palazzo e riferiamo il tutto alla Coorte dei Chip"
Senza dire nulla, Pelikan seguì il presidente e si incamminò.. Durante il viaggio ebbe come l'impressione che il presidente fosse molto soddisfatto
di come stessero andando le cose, ma, evidentemente, era solo una sua impressione.
 
"..Ed è per questo increscioso evento che sostengo sia opportuno che Eugene Ram Calkuler sia sollevato dal suo ruolo di Vicecapo!"
Terminò così l'appassionata arringa del Presidente.
I Chip confabularono brevemente tra loro:" la prova che lei e Pelikan ci avete fornito non basta per incriminare il Vicecapo.. Dovete
fornirci altri dati!"
Pelikan propose:"potremmo analizzare delle scorie di bit che si trovavano dentro quel file, confrontandole con la popolazione di Hard Disk scopriremo
se Eugene è il vero proprietario di quella roba e in caso contrario a chi appartiene sul serio!"
Si girò verso il presidente per cercarne il consenso, ma vedendolo immobile, con gli occhi sgranati su di lui e un espressione tra
il terrorizzato e l'incazzato nero, credette di aver commesso qualche stupidaggine..
"In effetti è una soluzione possibile.." dissero i Chip.
"..Ma tuttavia credo che.." intervenne il Presidente "..in ricordo di tutti i servigi svolti in maniera ineccepibile dal Vicecà, sia
un dovere morale chiudere un occhio su tutto questo pasticcio.. Percui ritiro formalmente l'accusa".
Segue un brusio di fondo, sommatoria di sorpresa, stima e incomprensione..
"Bene, se questa è le sua decisione dichiaro chiusa la seduta" sentenziò il Chip anziano.
 
"..Non so davvero come ringraziarla, Presidè.."
"Si vicecà.."
"..Lei ha un html così grande e magnanimo.."
"Si vicecà.."
"..Lei è il file più degno di essere Presidente.."
"Si Vicecà.."
"..Io.. io.. vorrei sdebitarmi.."
"Si Vicecà.."
"..Ah! Ho in mente un idea che le farà piacere.."
"Si Vicecà.."
".. Cancellerò personalmente per lei quel brutto file così non dovrà più crucciarsi.."
"Si Vicecà.."
"..Bene, vado subito.. A dopo!"
"Si Vicecà.."
Il vicecapò usci di fretta dalla stanza.
"Si Vicecà.."
"Si Vicecà.."
"Ah.. se n'è andato.. Di già? Strano di solito dura di più.. Devo regolare meglio la funzione risposta automatica.." Disse tra se il Presidente.
"In effetti" pensava "non è andata così male: non ho perso il mio malefico Vicecà, ma almeno il mio bel file porno è lì tutto intero
e nessuno può sospettare che sia mio..."
"Ahhhh.. Quasi quasi ci faccio un salto!"
Accese il video terminale e aprì il file.
Un piccolo moto di irrequietezza lo colse quando vide lampeggiare sullo schermo "file non disponibile".
Si appoggiò allo schienale.
"Sarà qualche problema temporaneo.. con tutti i casini che sono successi.."
Si scosse poi nel vedere un nuovo messaggio di posta appena arrivata in casella.
Era del Vicecà..
Era una foto..
Ritraeva lui, Eugene, soddisfatto, sopra le macerie dell'avi pornografico così caro al Presidè..
Il Presidente si alzò, paonazzo, si affaccio alla finestra e..
 
"Mamma.. Mamma.. il terremoto.."
"No piccolo, non è il terremoto.. Non è il terremoto....."
09 settembre

Sentimenti

 

 

Intrecciando destini,

muovendo fili invisibili,

intricati  grovigli

di emozioni.

Padroni dell’umana

sorte.

Architetti

eclettici

di monumentali rovine.

Si ergono titanici

Nella loro eterna arroganza.

Arbitri

della vita e della morte.

Demoni , Angeli, Protettori, Carnefici

Odiati, amati, temuti, allontanati, anelati,

Signori dell’essere.

Padroni del vivere.

Subdoli e sublimi,

illusorie chimere.

Eterni compagni di vita.

Motori di essa.

Pittori della grande tela

dalla mano distratta,

tonalità arcobaleniche

di quel grigio affresco

che chiamano

vita. 

 

 

27/7/07

 
05 luglio

Khaled Hosseini - Il cacciatore di aquiloni

 
Tardivamente, lo ammetto, ma alfine l'ho letto anche io. Di solito non mi piace essere polemico, ma leggendo qualche commento qua e la mi sono chiesto come si possa fare a considerare il cacciatore un libro commerciale, scritto col duplice fine di trarne una sceneggiatura o peggio ancora trovarlo sterile e privo di spunti interessanti.
Qualora si voglia, si può trovare un motivo finalistico-dietrologico per qualsiasi cosa. E' il mondo di oggi che ci spinge a farlo, forse per evitare di abbandonarci alle emozioni? E' vero sono pericolose: rischiano di renderci deboli, e non si può.
Personalmente, leggendo il cacciatore, ho pianto.
Pianto come un bambino. Come non mi succedeva da tanto. Forse così non ho mai pianto.
E' una storia terribilmente dolce, non vogliatela leggere attraverso una chiave politica, o sociale, leggetela come la storia di un ragazzo, la storia tragicamente umana di una persona che lotta con se stesso, col suo senso di colpa, con la sua, e non soltanto sua, inettitudine alla vita.
E' un pò la storia di ognuno di noi. Hosseini forse ci vuole mandare questo messaggio: chi non ha il suo peccato inconfessato, più o meno grande, la sua colpa sommersa? E' un invito alla purificazione, alla redenzione, alla lotta per riguadagnare il proprio onore perduto.
Un'invito all'introspezione e all'espiazione, se non altro alla consapevolezza della nostra miserevole condizione in modo da, quantomeno, guardare con occhi meno sdegnosi i nostri fratelli (in senso lato).
Difficile vero? Doloroso, no? Altrochè.. Una cosa del genere costerebbe molto, in termini di autostima.. Me ne rendo conto..
Avete ragione meglio buttarla in dietrologia: è un'americanata, è stato scritto per guadagnare, niente di nuovo sotto al sole, ci faranno il film e così via..
Ecco questo ci fa sentire in pace, ma attenti, un giorno o l'altro la telefonata di Rahim khan arriva per tutti..
04 giugno

Nuovo sex symbol

 
Un nuovo volto fa la sua comparsa nel panorama dello star system.
Scoperto da PlayGirl, qualche mese fa,
Andreino ha oggi già guadagnato le copertine delle più autorevoli riviste specializzate.
 
 

 

 

Domani in esclusiva su "Pensionati 2000" e "Casalinga d'oggi" l'intervista completa, durante la quale svela il suo sogno: comparire sulla prima pagine da "La settimana Enigmistica".
 
11 aprile

Dittatori

 
Oggi la Galleria De Villis è fiera di presentavi
un'inedita foto d'epoca, risalente agli anni '30.
Gustoso ritratto delle due personalità, probabilmente, più rilevanti del secolo scorso.
 

 

 

22 marzo

E' giunta l'ora...

 
Quando si dice che l'ora è giunta...
 
 
 
14 marzo

Problemi di viabilità

FEGATO: "A STOMACO.. STAMME UN PO' A SENTI'.. L'ARTRO GIORNO, MENTRE CHE DORMIVO MICA ME PIJA UN DOLORINO DE SOTTO, FASTIDIOSO.. CHE MANCO TE LO IMMAGINI.."
 
Stomaco: "La vecchiaia cavo mio.. La vecchiaia..Pevò in effetti anche io ultimamente non ho questa gvan forma, mi sento così gonfio.. Vuoi vedere che è la stagione che cambia?"
 
Prostata: "Ma-ma-ma ma che stagione.. Lo so io, lo-lo-lo so.. Ieri non ho po-pooo-po-po-tuto nemmeno a-a-a-aaddormentarmi per quanto e-e-e-ro indolenzito"
 
Rene: "Yeah fratelli, Ve lo dico io cos'è.. Yo-yo.. Siete Voi.. Si voi coi vostri influssi negativi che.. cioè.. Siete ansiogeni, raga.. Eddai.. Fate uno sforzo: take it easy"
 
FEGATO: "TECHITISI? MA CHE E'? UN NUOVO TIPO DE JOGA?
 
Milza: "Ma è inglese... Ignorante!"
 
FEGATO: "AH.. PENSA TU.. CREDEVO CHE ERA INDIANO..."
 
Pancreas: "Comunque Fegato ha ragione: c'è qualcosa che non va.. Anche io sono tutto rintronato in quest gironi.. Ma.. Non sarà mica un.. un.. VIRUS"
 
Stomaco: "Maddai.. Cosa diciiiii.."
 
FEGATO: "NO.. ER VIRUS NO.. TE PREGO.."
 
Prostata: "Me-me-me-merda.. Siamo nei guai.. E-e-e-e adesso?"
 
Stomaco: "Oh mio Dio.. Questo è.. è.. tevvibileee, il padvone è anche sotto esame, percui non si accorgerà mai di noi"
 
Testicoli: "Eh-eh.. Qualcuno lassù trema di paura eh?.."
 
Prostata: "Occa-ca-ca-cazzo!!! Siamo ro-rovinati.. TU-TUTTIIIIIII"
 
..
 
..
 
Retto: "Ehm.. Scusate.. Lassù.. Che avete mica un pò di lassativo?"
07 marzo

Crisi di governo

Il presidente della repubblica di Hard Disk era disperato.
Passaggiava su e giù per la sala RAM senza trovare pace.
"Ma com'è possibile, come può accadere una cosa del genere?"
Sulla sua fronte colavano bit e bit di sudore..
"Vice-capo-gabinetto, ma perchè non mi hai avvertito, prima?"
"Presidente, è stato lei a chiedermi di lasciarla in pace ieri sera. Ha detto di avere cose urgenti da sbrigare nella sua camera da calcolo"
"Vice-cà.."
"Signore?"
"Niente"
Il volto del presidente arrossì leggermente di imbarazzo..
Urlò:"E Norton? Perchè non ha funzionato?"
"L'ha fatto staccare una settimana fa: consumava troppa memoria e le si bloccava sempre Diablo"
"Vicecà!! Stai zitto!"
"Si, Signore"
"Questa è tutta colpa di quelli di Emule, lo so io! Manica di scansafatiche.. Mai una volta che controllino quello che scaricano.."
Il vicecapo si guardò tristemente le mani:"Signor Presidente.."
"Eh"
"E' stato lei ad ordinare di togliere i firewall.. Disse che non le facevano scaricare della roba da usare in camera di calcolo"
"VICECAAAAA' "
"Eh? Ehm.. Si signore?"
"FILA VIAA! Vai a controllare i portoni del file system!
"Si signore"
"Eccheccazzo"
"Vero, signore"
"FILAA"
Il vicecapò uscì di corsa con la coda tra le gambe. Solo a questo punto il presidente del consiglio dei registri si abbandonò sul divano..
Chiuse gli occhi, li riaprì.
Decise di guardare lo scempio che quei virus stavano compiendo nel suo hard disk.
Si affacciò dal davanzale della sala ram e vide miriadi di puntini rossi serpeggiare correndo qua e là inseguiti da righe blu e verdi che comparivano e scomparivano..
"Terribile" Pensò "Qui ci vuole una soluzione forte"
Si diresse verso l'interfono, staccò la cornetta e fece il numero del servizio cancellazione manuale.
"Pronto!"
"Pronto, qui è il presidente, passatemi subito Pelikan Rubber"
"Sissignore"
"Pronto sono Pelikan, mi dica, Presidè"
"Pelikan, la situazione è disperata.. Lo vedi anche tu.. il nostro povero hard disk è messo sotto sopra da quel maledetto trojan! Voglio che tu vada là fuori e lo elimini! Subito!"
"Impossibile presidè"
"Imp.. Ma cosa?.. Pelikan!.. Che floppy dici?"
"Son già due scansioni che non mi paga.. Una volta ok, due volte passi, ma la terza.. Mica c'ho scritto jpeg in fronte.. Mi spiace, presidè, io non muovo un byte se prima non entrano i dindi"
"Sempre uguali voi exe.. Tutti attaccati al denaro.."
"Se vedemo al prossimo governo, presidè"
Il presidente attaccò. Già, il prossimo governo.. Cosa poteva separarlo ormai da una bella formattazione con tanto di sostituzione dei file di sistema?
"Miseriaccia.. VICECAAAAAAAAA' "
Il vicecapo apparì dopo qualche secondo tutto affannato:
"Signore?"
"vicecà, dov'eri finito? Mi lasci solo in un momento così?"
"veramente mi ha detto lei di and.."
"stai zitto, vicecà!! Stammi a sentire"
"sono tutto cuffie, signore"
"Vammi a prendere.. L'EQUIPAGGIAMENTO"
"l'equip.. Presidè.. Signore.. se permette.. E' troppo rischioso non può andare la fuori, e se la catturano i virus? Come faremo?"
"non c'è altro da fare, vicecà, è stato bello lavorare con te"
"Signò, ci pensi bene"
"Vicecà, equipaggiami!"
"Sissignò"
Il viecapo portò uno scatolone impolverato con scritto sopra 'non aprire! Prima decomprimere', lo decompresse, lo aprì e porse al presidente il suo abito da battaglia..
"Signò" chiese con la voce rotta "ma come farà a batterli tutti?"
"Vicecà.. Ho le mie armi segrete, io.. Ora fila! Voglio.. Concentrarmi da solo"
"Bene presidè, Add.. Ehm.. Arrivederla presidè.. Arrivederla.."
"FILAA"
Vice-capo-gabinetto uscì singhiozzante..
"E' giunto il mio momento" Pensò il presidente..
Si avvicinò alla porta della sala calcolo, entrò e ne uscì con un pacco di fogli, riviste e giornali vari.
Armato solo di quel pacco uscì sul piazzale della città dai portoni del file system. Si fece chiedere fuori. Solo. Con i virus.
"Amici virus.. So che siete un pò incazzati per l'ultima volta che Norton vi ha messo in quarantena.. Lo so.. Non è piacevole.. Ma adesso basta! Ho la soluzione ai vostri problemi.. Ecco.. Prendete! Impadronitevene! Sono file tutti vostri! Infettateli pure!
Gli occhi di tutti i cittadini di hard disk erano puntati su quella scena: il presidente che nutriva i virus con dei dati!
Chissà perchè, però, al vicecapo sembravano tanto riviste porno, ma di certo si stava sbagliando....
Dopo qualche minuto si veirifcò l'incredibile, i virus cominciarono ad agonizzare, tremare, fino a cadere a terra esanimi. Alcuni scoppiavano in mille byte altri si corrompevano definitivamente e smettevano di funzionare d'impovviso...
Piano piano, uno per uno, tutti i virus cessarono di funzionare. Tutti. fino all'ultimo troyan.
Un gran clamore d'approvazione e di giubilo si alzò dalle case vicine
"Urràààà"
"Evviva"
"Ma che è successo? Mi so appisolato.. Che é stò casino?"
"Viva il presidente"
"Urrà"
E il presidente fece il suo ritorno trionfante nella scheda madre.
Qui, nella sala RAM, lo aspettavo i suoi registri
"Presidente.. Complimenti! Ma come ha fatto?"
"Davvero bravo.. Ma come c'è riuscito?"
Rispose a tutti con tono conciliante:" Signori, vi prego, adesso temo di essere stanco, vi prego di lasciarmi solo.."
E tutti se ne andarono..
Tranne il vicecapo, che disse, con gli occhi lucidi dall'emozione: "Signore, sono contento che sia qui di nuovo.. ma.."
"Ma cosa, vicecà?"
"Ma quelle..."
"Eh.."
"Erano riviste porno?"
"VICECAAAAA!! FILA ALLA VENTOLAAAA E STASERA NIENTE ALIMENTAZIONEEE!!"
Il vicecapo uscì di corsa.. contento, nonostante tutto, per il ritorno del presidente.
Rimasto solo.. il presidente si coricò sul divano.. Pensando..
"Virus.. Puah.. Un paio di riviste porno virate e me li sono magnati.. Gente senza forza di volontà.. Altro che sys come me.. Io sono uno con i controcoglioni ecco cosa sono.. eh eh.."
E diresse verso il suo terminale, il prossimo dungeon di diablo lo attendeva...
 
In omaggio a Sempronio, maestro, mentore e guida di tutti noi, detentore dello stile di cui non ho che lontamente emulato la brillantezza..
18 dicembre

Penetril

Mi è arrivata notizia di questo nuovo farmaco.
In effetti avevo sentito parlare del principio attivo, ma direi che così è tutta un'altra cosa! ;-)

 

26 novembre

Seconda edizione straordinaria !!!

 

Edizione speciale della Domenica.

28 ottobre

Mosè

 

La galleria De Villis è orgogliosa di presentarvi questo intenso dipinto del famoso pittore fiammingo Marko Villimberg, raffigurante in tutta la sua maestosità un Mosè che mostra al suo popolo le tavole della legge, fonte di saggezza e appoggio sicuro per ogni vacillamento

12 ottobre

Nuovo conio

Notizia dell'ultim'ora: il Ministro dell'Economia, Padoa Schioppa, al fine di arginare il debito pubblico, ha deliberato il conio di una nuova moneta che sostituirà l'Euro sin dai prossimi mesi.  
 
Ecco, in anteprima, le banconote.